Rinnovamento carismatico cattolico
Diocesi di Rimouski
Conferenza di suor Monique Anctil, r.s.r.,
Convegno dei responsabili del R.C.C.
Granby, 14-18 aprile 2002
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Specificità del Rinnovamento Carismatico Cattolico
A Pentecoste, Pietro, citando il profeta Gioele, alzò la voce e rivolse queste parole alla folla. «Negli ultimi giorni, disse il Signore, io spanderò il mio Spirito su ogni carne. Allora i loro figli e le loro figlie profetizzeranno, i giovani avranno visioni e i vecchi sogni. E io, sui miei servi e sulle mie serve, spanderò il mio Spirito e farò apparire prodigi lassù nel cielo e segni quaggiù sulla terra...» Alla fine del suo discorso aggiunse: «Pentitevi, e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per la remissione dei peccati, e riceverete allora il dono dello Spirito Santo. Perché la promessa è destinata a voi, e ai vostri figli, così come a tutti coloro che sono lontani, numerosi quanto il Signore nostro Dio li chiamerà.» (At 2, 17-19. 38-39)
Non si può vedere, nell’apparizione del Rinnovamento carismatico e nella moltiplicazione dei gruppi di preghiera carismatici, delle comunità nuove, dei Centri di preghiera e di molteplici Opere caritative nate dal Rinnovamento... ovunque nel mondo, una realizzazione nuova e inedita di questa Parola?
Dagli inizi stessi del Rinnovamento carismatico si cerca di trovare l’origine di questa grazia fatta a tutta la Chiesa. Il Rinnovamento carismatico cattolico non è un prodotto importato da questo o quel paese, o da questa o quella religione o setta. «Il Rinnovamento carismatico cattolico è lo zampillare, all’interno della Chiesa cattolica, di una ricchezza che già vi si trovava, sepolta e nascosta allo sguardo stesso di coloro che ne avevano il deposito.» (Cardinale Lustiger, 1998) Si può dire che il Rinnovamento carismatico, per le sue origini ecumeniche, è sorto come zampillano, qua e là, dal seno della terra, le sorgenti.
Nel 1965, nel suo messaggio di Natale, Papa Paolo VI poteva già dire: «La Chiesa ha percepito in sé come un riflusso dello Spirito del Cristo. Ha sentito risalire alle sue labbra il messaggio evangelico, con il bisogno di proclamarlo in modo rinnovato, per se stessa e per gli uomini. La Chiesa ha ritrovato la sua giovinezza. Si è sentita rinascere.» E nell’esortazione Evangelii Nuntiandi affermava: «Viviamo nella Chiesa un momento privilegiato dello Spirito» (n. 75).
A sua volta, Papa Giovanni Paolo II ha visto nell’«emergere del Rinnovamento che è seguito al concilio Vaticano II un dono speciale dello Spirito Santo alla Chiesa.» I segni di rinascita nella Chiesa sono numerosi: si assiste a una sete di vita cristiana autentica, a un gusto rinnovato per la preghiera e per la Parola di Dio, a un fiorire di iniziative, a molteplici forme nuove di impegno, particolarmente tra i laici, e infine alla nascita di numerosi movimenti ecclesiali e di comunità nuove.
I numerosi frutti del Rinnovamento attestano certamente la potente presenza dello Spirito Santo nella Chiesa negli anni successivi al concilio Vaticano II.
Una grazia di Pentecoste
Il Rinnovamento carismatico è prima di tutto una grazia di Pentecoste. Ci riconduce all’evento fondatore della Chiesa: la Pentecoste. Ci riconduce quindi a un cristianesimo di Pentecoste. «La vocazione o la missione prima del Rinnovamento carismatico è di riprodurre in modo visibile nella Chiesa di oggi l’immagine della Pentecoste». (Nancy Kellar)
Padre Émilien Tardif definiva il Rinnovamento carismatico cattolico come «la riscoperta sperimentale della potenza dello Spirito Santo in ciascuno e ciascuna di noi e nella Chiesa, e l’apertura del cuore a questa grazia straordinaria di rinnovamento». Ricordiamo il racconto della Pentecoste; questo evento è stato e rimane segnante nella storia della Chiesa per ciò che lo circonda e per ciò che produce.
Ciò che lo circonda
Su una manciata di uomini, riuniti insieme, in un medesimo luogo, lo Spirito scende e opera incredibili trasformazioni e incredibili fenomeni: un vento che soffia come una tromba d’aria, con un fragore terribile e una colonna di fuoco... Da far paura ai più audaci!
Ciò che produce
I paurosi dei giorni successivi al Golgota, che se ne stavano nascosti in casa, per timore di rappresaglie giudaiche, diventeranno testimoni pieni di un’audacia sorprendente che nulla fermerà più. Sono trasformati in uomini nuovi, capaci di parlare in lingue e di profetizzare. Potentemente aiutati da doni straordinari necessari alla loro missione e da un fuoco che li brucia senza tregua, incendiano tutto ciò che li circonda.
Non si può comprendere la grazia del Rinnovamento carismatico se non ci si lascia commuovere dallo straordinario dono di Pentecoste che ha dato vita alla Chiesa, l’ha dinamizzata e l’ha lanciata nel mondo. È davvero un trattamento d’urto quello che Dio dà alla sua Chiesa nel giorno di Pentecoste. Essa vivrà per secoli su questo slancio, che il nostro secolo sembra voler ritrovare oggi, peraltro ben timidamente, dopo anni di letargia.
Il Rinnovamento carismatico cattolico è nato da un’esperienza di Pentecoste, quella di alcuni studenti e professori dell’università Duquesne di Pittsburgh, nel 1967. L’esperienza di Pentecoste è quindi la grande caratteristica del Rinnovamento carismatico: ogni volta che le persone si riuniscono nel Nome di Gesù per pregare insieme, chiedono con fede e di un cuore solo che sia loro donato di vivere una «piccola» Pentecoste.
Come gli Atti degli Apostoli lasciano intendere che la grande Pentecoste fu la prima di molte altre, così le assemblee di preghiera si vivono nella speranza che siano, settimana dopo settimana, il luogo di un’Effusione dello Spirito sempre da rinnovare. C’è infatti, in qualche modo, esperienza di Pentecoste ogni volta che i cuori diventano ardenti nell’amore del Cristo, ogni volta che il soffio dello Spirito, come un vento violento, trasforma i membri di un’assemblea e li fa testimoniare con sicurezza, proclamare la Parola nella potenza dello Spirito, profetizzare, parlare in modi nuovi, lodare il Signore, esercitare qualunque altro carisma che manifesti la presenza dello Spirito.
Ciò che distingue essenzialmente il Rinnovamento carismatico è l’aver compreso che il ruolo dello Spirito Santo in quest’opera è il medesimo dal giorno della Pentecoste, e che possiamo fare, oggi, l’esperienza dell’Effusione dello Spirito, della potenza dei doni dello Spirito, come i primi cristiani.
Il fatto di aver troppo a lungo, e questo da parte di membri influenti della nostra Chiesa, considerato il Rinnovamento carismatico unicamente come un rinnovamento della preghiera, gli ha causato un gran torto. Esso è prima di tutto un’attualizzazione e una personalizzazione della grazia di Pentecoste che dobbiamo far conoscere e promuovere in seno alla Chiesa. Alcuni gruppi, cedendo alla tentazione del pietismo, del bisogno di «devozioncine» o nutrendo una certa compiacenza emotiva nei racconti di rivelazioni private o di apparizioni, sono stati infedeli alla grazia del Rinnovamento carismatico e ne hanno favorito una cattiva comprensione da parte delle persone esterne.
È giunta l’ora di diventare ciò a cui siamo chiamati: esseri rinnovati dal Soffio dello Spirito Santo che si lasciano senza tregua condurre da questo Soffio, cioè «collegati» allo Spirito Santo, che è l’ispiratore e l’edificatore della Chiesa. Le nostre comunità di fede (gruppi di preghiera, centri di preghiera, comunità nuove...) diventeranno veramente carismatiche soltanto se conserveranno questa costante preoccupazione di lasciarsi muovere dallo Spirito Santo!
Una grazia di santità
L’Effusione dello Spirito
Il Rinnovamento carismatico porta in sé una grazia di santità. La caratteristica essenziale, l’esperienza fondatrice del Rinnovamento carismatico è l’Effusione dello Spirito, o, negli ambienti anglofoni, il «battesimo dello Spirito Santo», che è una grazia di Pentecoste. Questa esperienza non può essere spiegata, né compresa, se non attraverso i suoi frutti. Vissuta in modo diverso nelle persone, produce effetti che si riconoscono in tutti. Ciò che fa l’originalità del Rinnovamento carismatico è il non avere un fondatore umano riconosciuto, né una «spiritualità».
Nato dal Soffio dello Spirito, esso è, per coloro che sono rinnovati dall’Effusione dello Spirito, un vero ritorno alle fonti della vita cristiana: lo Spirito Santo, il Cristo Signore, la Parola di Dio, i sacramenti, i carismi, la preghiera, l’evangelizzazione... È per questa ragione che si può dire, senza rischio di sbagliare, che il Rinnovamento carismatico deve rimanere una grazia di santità per tutta la Chiesa.
Padre Cantalamessa afferma che «nel Rinnovamento carismatico la santificazione personale deve venire per prima, e soltanto allora, in secondo posto, l’esperienza dei carismi.» Tutti i battezzati, senza eccezione, sono chiamati a una vita di santità: «Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo.» (Lv 19, 2) Si tratta di un comandamento.
Giovanni Paolo II, nella sua Lettera apostolica per il Nuovo Millennio Novo Millennio Ineunte (n. 33), auspicava: «che le nostre comunità siano quindi sempre più autentiche scuole di preghiera, in cui l’incontro con il Cristo si esprima non semplicemente con l’implorazione, ma anche con il rendimento di grazie, la lode, la contemplazione, l’ascolto e la fervida devozione, fino a che il cuore veramente si innamori. Perché è quello che sono i santi: persone che si sono innamorate del Cristo». La santità significa diventare «altro», separarsi da tutto ciò che è imperfetto, impuro o improprio.
In quanto discepoli del Cristo, dobbiamo vivere in modo che la gente veda che siamo diversi e che siamo consacrati, donati al Signore. È ciò a cui ci invita san Pietro nella sua prima lettera: «Come colui che vi ha chiamati è santo, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta, secondo quanto è scritto: Sarete santi, perché io sono santo.» (1, 15-16)
Padre Émilien Tardif
L’Effusione dello Spirito appare, nella vita di un cristiano e di una cristiana, come una conversione o una «seconda conversione», perché rappresenta quasi sempre un momento di soglia nella vita spirituale, una porta d’ingresso sul cammino della santità. Favorisce un incontro nuovo, molto personale e prossimo, con il Cristo Gesù, riconosciuto come Signore e Salvatore, un Cristo Vivente. Può anche farci gustare molto fortemente la Paternità di Dio e la sua tenerezza, riempiendoci di gioia di chiamare il Padre: «Abba!», «Papà!» e facendoci prendere coscienza che siamo figlie e figli benamati di questo Dio Padre. È più raramente l’incontro diretto con lo Spirito Santo stesso; lo Spirito Santo ha infatti la missione di condurci al Padre e al Figlio.
Questa grazia non è altro che un modo di ravvivare la grazia battesimale, che spesso è intorpidita o addormentata in fondo all’anima, per lasciarle produrre i suoi frutti. Ci fa prendere coscienza della nostra dignità battesimale, che ci fa sacerdote, profeta e re. Sacerdote: abilitato a rendere un culto a Dio; profeta: chiamato a portare la Buona Notizia; - Re: armato per combattere le forze del male.
Un punto comune in questa esperienza è quello di provare e riconoscere, talvolta dolorosamente, la propria povertà, i propri limiti, la propria incapacità di andare più oltre da soli. Ci si volge allora verso Dio in un appello di aiuto. E lui risponde con una prossimità, una dolcezza che cambiano la vita. Pur restando nell’oscurità della fede, l’Effusione dello Spirito è una conoscenza sperimentale che fa percepire, gustare la presenza di una delle Persone divine, o ancora provare la presenza di Dio come un al di là immenso che non si svela ancora perfettamente, ma che, nondimeno, si dona e attira senza tregua.
Si fa allora l’esperienza del salmista che, avvicinandosi alla Fonte, sente il suo desiderio diventare più vivo, più intenso: «Dio, tu, mio Dio, io ti cerco, la mia anima ha sete di te, dietro a te langue la mia carne, terra secca, assetata, senz’acqua...» (Sal 63) «Come una cerva langue dietro all’acqua viva, così langue la mia anima verso di te, mio Dio. La mia anima ha sete di Dio, del Dio della vita; quando potrò vedere il volto del mio Dio?» (Sal 42-43)
Molto spesso alcuni battezzati non hanno fatto un vero incontro vivente con il Signore; «benché catechizzati, non c’è stata una prima evangelizzazione e non hanno alcun attaccamento esplicito e personale a Gesù Cristo.» L’Effusione dello Spirito, come rinnovamento di un incontro personale con il Signore Gesù, suppone quindi, spesso, una preparazione attraverso un’evangelizzazione e una catechesi appropriate, proposte generalmente in occasione delle assemblee di preghiera del Rinnovamento, che riprendono gli elementi fondamentali della fede cattolica.
I Seminari mirano non soltanto a ricordare i principali dati della fede, ma a ravvivare un impegno più personale verso il Signore Gesù e ad attendere dal suo Spirito Santo un’effusione di Pentecoste. È di estrema importanza offrire regolarmente il percorso dei Seminari della Vita nuova nello Spirito, al fine di «aiutare le persone a volgersi verso Gesù e ad accoglierlo come Unico Signore e Salvatore, ad affidarsi maggiormente allo Spirito Santo e a diventare testimoni ed evangelizzatori nella Chiesa».
Questi Seminari possono essere - un approfondimento di una relazione già esistente, - la ripresa di una relazione spezzata, - l’inizio di una nuova relazione con il Signore.» (Introduzione dei Seminari della Vita nuova nello Spirito dell’ICCRS, tradotti da Corinne Laplante e Marcel Haché). Si rivolgono quindi a tutte le persone.
Una grazia di evangelizzazione
Una delle grandi caratteristiche del Rinnovamento carismatico è di scoprire o riscoprire l’urgenza, la necessità e la gioia dell’annuncio del Vangelo, una grazia di evangelizzazione. Del resto, i carismi hanno per principale effetto di aprire i cuori al Vangelo, di farvi percepire veramente una Buona Notizia che, per la sua potenza di vita, può trasformare dall’interno le mentalità. In Evangelii Nuntiandi il Santo Padre dice: «Ai nostri giorni, in un’effusione rinnovata dello Spirito di Pentecoste, la Chiesa ha visto maturare in sé un sentimento più vivo del suo carattere missionario e, in un movimento di generosa obbedienza, ha di nuovo ascoltato la voce del Signore che la invia nel mondo come sacramento universale della salvezza». (n. 2) Lo Spirito ci è dato perché diventiamo missionari.
Il Rinnovamento nello Spirito Santo è un soffio di Pentecoste in vista di quella nuova evangelizzazione a cui la Chiesa ci chiama in un mondo che ne ha tanto bisogno e vi aspira. Questo spirito di evangelizzazione comincia quindi con la conversione personale, perché il primo annuncio della Buona Notizia poggia sulla testimonianza di una vita rinnovata dalla verità e dalla bellezza del Vangelo, che impregna progressivamente tutta la vita. Per questo bisogna attingere abbondantemente alla Parola di Dio; bisogna che i nostri gruppi diventino luoghi in cui la Parola si incarna nel cuore e nella vita. Le nostre assemblee sono autentici «Cenacoli» dove si preparano testimoni, evangelizzatori e profeti pieni di una gioiosa sicurezza?
Rinnovamento Carismatico
Il Rinnovamento carismatico, in un mondo indifferente e ostile, deve dare la testimonianza di una vita spirituale profonda, rinnovata dallo Spirito Santo, e di un dono generoso della propria vita in una comunione alle pene e alle fatiche, alle aspirazioni e alle gioie dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Una fede che spera è la più grande caratteristica del Rinnovamento carismatico; una fede che afferma che Gesù è il Vivente, il Signore, e che ha, ancora oggi, il potere di guarire gli infermi, di ridare la vista ai ciechi, di compiere guarigioni di ordine fisico e spirituale.
Un effetto caratteristico dell’Effusione dello Spirito è questa gioia interiore e la sicurezza nella fede che la segnano e che sollevano le timidezze e le paure che impedivano di testimoniare liberamente e semplicemente la verità del Vangelo, la realtà vivente del Cristo e di Dio. Il desiderio di testimoniare, e spesso un grande irraggiamento nella testimonianza, danno all’Effusione dello Spirito una dimensione di Pentecoste personale. È ciò che hanno vissuto gli apostoli nel giorno di Pentecoste. Forti dello Spirito, hanno avuto l’audacia di rendere testimonianza del Cristo Vivente.
Per questo bel ministero di evangelizzazione siamo rivestiti della potenza dello Spirito Santo e muniti dei suoi carismi, dai più eclatanti ai più semplici, ma tutti importanti per edificare il Regno e rispondere ai bisogni del nostro tempo e del nostro ambiente. E perché i carismi scoppino, bisogna che riconosciamo la potenza dello Spirito all’opera oggi.
L’evangelizzazione nella potenza dello Spirito si fa con la proclamazione della Parola e con i segni e prodigi che accompagnano la predicazione. (Rm 15, 18-19) Bisognerebbe evitare che le nostre comunità di fede si disgreghino perché i membri non si sforzano più di lasciare esplodere i doni spirituali, i carismi. In un gruppo del Rinnovamento carismatico, i membri devono pregare costantemente perché i doni carismatici dello Spirito Santo si sviluppino e si manifestino nella loro vita e in quella delle persone evangelizzate dal gruppo.
I carismi delle lingue, della profezia, della guarigione, dell’esortazione, dell’insegnamento, dell’organizzazione, dell’accoglienza, del servizio... devono essere esercitati in modo da essere visti e uditi! È questa la testimonianza dell’opera dello Spirito Santo oggi!
Una comunità che rimane chiusa in se stessa, incapace di aprirsi ai bisogni dell’ambiente, non può crescere e fiorire; prima o poi morirà! L’esperienza di Pentecoste porta in sé una grazia missionaria. Dobbiamo essere inventivi, sotto il Soffio dello Spirito Santo, per scoprire forme nuove di evangelizzazione, per quanto semplici siano, in risposta ai bisogni riconosciuti o espressi. «Un’assemblea di preghiera centrata sulla lode, con un buon ministero dei carismi, una buona predicazione della Parola di Dio e una preghiera di intercessione resta il mezzo di evangelizzazione più efficace», ci dice suor Nancy Kellar.
Parlando dell’evangelizzazione, Charles Whitehead diceva: «Si sente parlare molto oggi di evangelizzazione esercitata» con potenza «ma forse dobbiamo insistere su un’evangelizzazione potente manifestata nella debolezza». Non è a questa forma di evangelizzazione che sono chiamati i semplici e i piccoli, pieni dello Spirito Santo?
Il Rinnovamento carismatico ha una missione profetica. Se rimaniamo fedeli a questa triplice grazia di cui siamo stati investiti: - la grazia di Pentecoste, - la grazia di santità, - la grazia dell’evangelizzazione, saremo profetici!
Papa Francesco e Raniero Cantalamessa
https://youtu.be/kPj-6Ixqb0U
Possa lo Spirito di Gesù Risorto condurci sul cammino della santità, perché portiamo alta e ben viva la fiamma della Pentecoste. Che questa fiamma continui a infiammare il cuore di un gran numero di donne e di uomini del nostro tempo, come ha infiammato e trasformato noi, e li conduca al Cristo, unico Signore e Salvatore delle nostre vite!
Monique Anctil, r.s.r.
Diocesi di Rimouski
15 aprile 2002