PADRE JORGE BRAVO

Padre Jorge Bravo fu un uomo straordinario che visse nella povertà spirituale e seppe offrire la sua vita come i grandi Santi, vivendo in un'umiltà assoluta, cuore sensibile e silenzioso, con una fede profonda che si poteva apprezzare a prima vista e con una grande devozione alla contemplazione. Ricordo le sue omelie cariche di grande spiritualità e con un sentimento raramente visto, poiché al solo leggere il Vangelo entrava come in un'estasi e irrompeva in un pianto come se sentisse che Dio stesso era presente. Che devozione, che abbandono, e grande privilegio aver potuto contare su questo grande sacerdote, che è passato facendo del bene!

Da contemplativo quale fu, ci diceva: «Solo un cuore contemplativo può essere un cuore trasformato; solo un cuore contemplativo e trasformato può essere un cuore che evangelizza e proclama con la forza dello Spirito la buona notizia del Cristo vivo e risorto». Trasformazione ed evangelizzazione senza contemplazione sono impossibili; potranno esserci apparenze, maschere e parole vuote, magari anche un eccesso di organizzazione e di attività, ma mai una testimonianza di un cuore che annuncia ciò che ha visto e udito, toccato e contemplato del verbo della vita.

La contemplazione è la fonte, l'alimento, il guadagno della trasformazione che evangelizza. Ciò che era dal principio, ciò che abbiamo udito, ciò che abbiamo visto con i nostri occhi, ciò che contempliamo e tocchiamo con le nostre mani, riguardo al verbo della vita, è ciò che annunciamo affinché viviate in comunione con noi.

Ci sono alcuni versi che ho avuto il privilegio di musicare, scritti da Padre Jorge Bravo, che dicono: «La mia casa di preghiera è il mio cuore; la mia casa di preghiera sono le mie piaghe; la mia casa di preghiera è il mio spirito; entra in me, entra nel mio cuore; entra in me, entra nelle mie piaghe; entra nel mio spirito». Come potete vedere, è un invito alla contemplazione. C'è un'altra poesia di Padre Jorge che dice: «Signore, quando vuoi, vieni in silenzio, bussa alla porta e chiama, e me ne andrò con te»: un cuore in totale abbandono alla volontà del Padre.

Padre Jorge ci diceva anche che la vita è un ponte che dobbiamo attraversare per giungere alla presenza di Dio, e ci insegnava a non restare sul ponte, ma a seguire l'amato del nostro cuore, fiduciosi e pieni di speranza, perché Dio è con noi, con un cuore contrito e umile e in totale abbandono al Padre.

Ci sono molte cose che possono distrarci lungo il cammino, ma se perseveriamo e non ci lasciamo confondere, raggiungeremo quella pienezza che Gesù ci ha riservato, entreremo nella sua stanza e lo adoreremo per tutta l'eternità. Sono pienamente sicuro che Padre Jorge stia vivendo quella grazia, perché «Beati coloro che hanno spirito di poveri, perché di essi è il regno dei cieli».

Scritto da: Nelson Morales

Comunità Servi del Cristo Vivo